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venerdì 1 maggio 2015

NASPI - PER CHI HA PERDUTO INVOLONTARIAMENTE LA PROPRIA OCCUPAZIONE


Naspi, Messaggio n. 2971 dell'Inps.

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File Scaricabile Messaggio numero 2971 del 30-04-2015.pdf

L’art. 1 del  decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 istituisce, a decorrere dal 1° maggio 2015 , una indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego  (NASpI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
La NASpI sostituisce,  con riferimento agli eventi di cessazione dal lavoro verificatisi dal 1° maggio 2015, le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI di cui all’art. 2 della legge n. 92 del 2012 la cui disciplina continua a trovare applicazione per gli eventi di cessazione involontaria dal lavoro verificatisi fino al 30 aprile 2015.
Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti ivi compresi – come già disposto dalla legge n. 92 del 2012 - gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’art. 1, co. 3, della legge n.142 del 2001, nonché  il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
  1. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 e successive modificazioni;
  1. possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
  1. possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.
Per fruire dell'indennità i lavoratori aventi diritto devono presentare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
A tal fine, a partire dal 1° maggio 2015, sarà possibile utilizzare i consueti canali telematici per l’inoltro della domanda: via web, attraverso il sito www.INPS.it (direttamente da cittadino in possesso del PIN dispositivo INPS); tramite patronato (che, per legge, offre assistenza gratuita); tramite Contact Center Integrato INPS INAIL (chiamando da rete fissa il numero gratuito 803 164 oppure il numero 06 164 164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore).

La disciplina di dettaglio della indennità NASpI sarà regolata con apposita circolare INPS in corso di pubblicazione.

CHIARIMENTI 




Cos'è e come funziona
La riforma degli ammortizzatori sociali 2015 Jobs Act consiste nel mettere a punto il sussidio universale destinato ai lavoratori in disoccupazione involontaria che non hanno i requisiti per accedere all'Aspi o alla mini ASpI. La platea di lavoratori interessati a cui si rivolge il nuovo sussidio universale NASPI 2015 è costituita attualmente da circa 1 milione e 200-300 mila di precari, collaboratori a progetto e co.co.co, che  a causa di contratti a intermittenza sotto l'anno non hanno i requisiti richiesti per fruire dell'indennità di disoccupazione.
Naspi 2015
Durata e retribuzione
Assegno ASDI 2015La NASpI è il sussidio di disoccupazione universale che sostituisce dal 1° maggio 2015 l'assegno unico di disoccupazione introdotto dalla Riforma Fornero, ovviamente, per l'entrata in vigore si dovranno attendere i decreti attuativi e le disposizioni circa le modalità di fruizione da parte del Ministero del Lavoro di concerto con l'INPS a cui spetta l'erogazione dell'indennità agli aventi diritto. E' un assegno che spetta ai lavoratori in disoccupazione involontaria, quindi chiunque perderà il lavoro, avrà diritto ad un assegno di disoccupazione se avrà lavorato almeno 3 mesi. Per cui basta con i ferrei limiti dell'ASPI, contributi da almeno due anni e aver lavorato negli ultimi 12 mesi, e della mini Aspi 13 settimane di contribuzione nell'ultimo anno e avanti con la nuova Naspi 2015 anche per i precari e co.co.co. per i lavoratori che avranno versato almeno tre mesi di contributi.
La Naspi 2015 è un'indennità che verrà gestita dalla nuova Agenzia unica del lavoro attraverso i centri per l’impiego a cui il lavoratore licenziato si dovrà rivolgere per sottoscrivere la DID, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e attivare così le procedure di politica attiva del lavoro, e dall'INPS che avrà il compito di recepire, lavorare le domande telematiche di disoccupazione ed erogare l'indennità spettante. La durata Naspi secondo quanto previsto dal Jobs Act dura la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di 2 anni, per i lavoratori precari invece la durata massima per l'erogazione dell'assegno di disoccupazione è per 6 mesi, in base alla presunzione che dietro la collaborazione di un anno di lavoro si possa configurare in realtà un contratto di lavoro subordinato.

Il nuovo assegno universale di disoccupazione si attesterà per tutti intorno ai 1.100-1.200 euro per i primi mesi per poi scendere fino a un massimo di 700 euro. Nel caso poi, di disoccupazione prolungata ovvero dell'impossibilità di trovare una nuova occupazione dopo i 2 anni e cioè una volta esaurita l'indennità NASPI, il Governo sta pensando di prevedere l'estensione del nuovo sussidio per i lavoratori a basso reddito calcolato secondo le nuove modalità dell'ISEE 2015 precompilato. L'assegno di disoccupazione Asdi 2015 è un'indennità che entrerà in vigore dal 1° maggio 2015 in via sperimentale come sostegno a coloro che dopo aver esaurito la Naspi continueranno a conservare lo stato di disoccupazione e in gravi difficoltà economiche, per cui reddito ISEE entro determinate soglie. La durata ASDI sarà di 6 mesi per i quali l'INPS pagherà un assegno pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della Naspi. 

lunedì 27 ottobre 2014

EMERGENZA SOCIALE

Il Governo Regionale non può e non deve rimanere sordo all’appello dei lavoratori della formazione professionale  che, a causa della mancata corresponsione delle retribuzioni  da parte degli Enti, denunciano alle Istituzioni uno stato di grave emergenza sociale.
È opportuno  trovare quanto prima una soluzione  concreta, che consenta il pagamento degli emolumenti arretrati considerato, peraltro, che i dipendenti, malgrado la particolare condizione in cui versano, hanno continuato e continuano ad assicurare il servizio. 

La vicenda è inverosimile, poichè non si garantiscono certezze retributive a soggetti assunti in virtù di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tutto ciò mortifica la dignità e la professionalità dei lavoratori.
È auspicabile, , un pronto intervento del Governo regionale al fine di risolvere una problematica che vede gli operatori  della formazione professionale  pagare un prezzo altissimo.

Anche  la mancata convocazione dei tavoli istituzionali, in attesa della CIG in deroga,  da parte dei CPI,  per dare il sostegno al reddito ai lavoratori sospesi dagli Enti Gestori, mortifica la  dignità  del personale che stanno pagando un prezzo altissimo per cause da imputare ad altri.


giovedì 2 ottobre 2014

Comunicato stampa

   

I ripetuti impegni accordi stipulati sono stati sempre disattesi. È paradossale, una messa in scena senza alcuna novità”. 

È amaro il commento del Coordinatore Regionale Snals- Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo, nei confronti dell'amministrazione regionale guidata dal presidente rosario Crocetta. “Sempre gli stessi impegni, promesse, rassicurazioni ed ipocrite condivisioni delle preoccupazioni dei lavoratori che si riassumono in numerosi  e purtroppo  inconcludenti tavoli di confronto tenuti con i sindacati”, aggiunge il coordinatore regionale Snals.

 

Promesse che i  numerosi rappresenti del governo regionale hanno ripetuto ieri al partecipato corteo che i lavoratori della Formazione hanno organizzato a Palermo per manifestare, ancora una volta, il proprio dissenso nei confronti di un governo che promette di saldare gli stipendi a dei lavoratori che hanno già prestato la loro opera professionale, ma che fino ad oggi non lo ha fatto. 

 

Non ci sono risultati concreti né passi in avanti, però – sottolinea il coordinatore regionale Milazzo – ma solo un ridicolo e banale rituale ben organizzato. Sono solo politicanti, anch'essi rituali e banali, ossessionati dalla ricerca del consenso elettorale. Non tengono conto delle reali emergenze sociali che attanagliano i lavoratori del settore”.

 

In attesa che la situazione si sblocchi davvero i lavoratori sono decisi per una mobilitazione ad oltranza presso la Presidenza della Regione e l'ARS organizzandosi in un Movimento  unito dei lavoratori. “La situazione di emergenza sociale è talmente esasperata per cui non siamo disposti a partecipare a nessun incontro promosso dal Governo di Crocetta solo per continuare ad ascoltare generiche e vuote assicurazioni ed impegni. Se il presidente Crocetta ed i suoi assessori vogliono un reale confronto con i sindacati dei lavoratori, devono darci subito le risposte alle richieste avanzate già da tempo”, conclude il  Coordinatore Regionale Snals, Giuseppe Milazzo.

 

 

Di seuito le richieste del settore della Formazione la Governo regionale: 

 

- pagamento immediato delle retribuzioni arretrate dei lavoratori;

- sblocco della CIG in Deroga per gli operatori sospesi dagli enti;

- soluzione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego;

- avvio immediato della prima e terza annualità dei percorsi di obbligo formativo (IeFP);

- avvio immediato della terza annualità del Piano Giovani, già in forte ritardo e prospettive future della filiera;

- strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia con l'Impiego degli ex lavoratori degli Sportelli Multifunzionali.

 

 


domenica 28 settembre 2014

MANIFESTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DI UN DIRITTO SCIPPATO CON L’INGANNO



 

I componenti del coordinamento regionale settore formazione professionale Snals Confsal, insieme alle RSA e agli iscritti a tale organizzazione sindacale, saranno presenti giorno 1 ottobre 2014 alle ore 9,00 in  piazza Marina a Palermo, per unirsi ai lavoratori delle tre filiere della Formazione Professionale nella MARCIA DELLA FORMAZIONE, per protestare contro il continuo disinteresse del Governo nei confronti delle problematiche del settore.

Manifestazione che, lungi dall’essere un incontro di appartenenza sindacale, si propone di rivendicare diritti e dignità delle persone che da anni lavorano nel settore impegnandosi a formare ed orientare minorenni, giovani ed adulti, inoccupati e disoccupati fornendo loro valido supporto e competenze professionali.

Sono state adottate diverse forme di lotta che non hanno avuto positivi e concreti riscontri evidenziando così sia l’insensibilità del governo a qualsiasi richiesta sia la volontà di questo di distruggere il settore e tutto il personale che vi lavora con dignità. Ora basta! È arrivato il momento di fare sentire con più forza la voce dei lavoratori, anche in risposta alle ultime dichiarazioni del Governo. La volontà del Governo è stata espressa in maniera chiara da un Presidente che governa con il 13% dei consensi e con quelli dei suoi 43 compari che lo sostengono. Ha detto che ha risparmiato 300 milioni di euro, senza però realizzare che, parte di quella cifra corrisponde alle retribuzioni dovute, ma mai percepite, ai lavoratori del settore. Sono i soldi delle retribuzioni che il personale non ha ancora ricevuto, sono soldi sottratti a chi ha lavorato dignitosamente in questi anni. Sono i soldi che hanno permesso ai cittadini siciliani di acquisire delle competenze attraverso un corso di formazione professionale. Soldi che i lavoratori si riprenderanno con gli interessi, incluse le spese legali.

Con Crocetta i cittadini siciliani non avranno futuro: ha distrutto un comparto di lavoratori senza punire chi ha fatto il vero danno, ma grazie alla Magistratura tutto verrà a galla e si scopriranno i veri artefici della "mangiucchia".

Ma adesso pensiamo a dare un futuro ai giovani e a chi è privo di lavoro, riattiviamo la formazione professionale, volano per il reinserimento degli inoccupati e disoccupati, in una terra martoriata ed abbandonata a se stessa. Via questo governo di annunci ma senza fatti. Via un sistema politico clientelare e ingessato nei palazzi. Via la Casta che ha rovinato la Sicilia.

Vogliono azzerare chi ha esperienza ultra ventennale nel settore e continuare con le promesse di nuovi posti di lavoro, creando ancora precariato e sperpero di denaro pubblico, per continuare il loro ricatto a garanzia dei loro privilegi.
 

La manifestazione non ha sigle politiche e nemmeno sindacali, senza bandiere e senza appartenenza, la manifestazione è per  il riconoscimento di un diritto  “scippato” con l’inganno: IL NOSTRO LAVORO.


mercoledì 17 settembre 2014

Ma Crocetta lo sa? (Miliardi di vecchie lire buttate al vento)


Da notizie di stampa sembrerebbe che vi sia un’indagine della Corte dei Conti sul reclutamento degli operatori del progetto “Spartacus” del CIAPI di Priolo.
Detto così sembra che si tratti di personale cui è stato “garantito” il lavoro per sei mesi.
Certamente per come tutta la vicenda degli Sportelli Multifunzionali è stata trattata dagli organi di stampa e dai sindacati sembrerebbe proprio così. Ma è veramente così?
Quando si parla degli Sportelli Multifunzionali occorre ricordare che la Regione Sicilia in virtù dell’art.17 dello Statuto Siciliano entro i limiti dei principi ed interessi generali può emanare leggi , anche relative all’organizzazione dei servizi in diverse materie, tra cui al comma f) dell’art.17 si legge: “ f) legislazione sociale: rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, osservando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato;”.
Ciò vuol dire che nell’erogazione dei servizi per l’impiego la Regione può, rispettando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato, organizzarsi autonomamente ed è ciò che ha fatto.
Infatti sin dal 1996, in ottemperanza delle direttive comunitarie sul lavoro e alle norme Nazionali, tra le quali la legge 28 febbraio 1987 n.56 che all’art.24 prevede l’istituzione delle agenzie per l’impiego che avrebbero dovuto operare in coordinamento con gli osservatori nazionali  e regionali del lavoro, nonché con i servizi preposti all’orientamento e alla formazione professionale per svolgere attività utili al fine di incentivare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e promuovere iniziative volte ad incrementare l’occupazione,   la Regione Siciliana  con finanziamenti europei ha riqualificato nelle figure di orientatore, esperto di integrazione, progettista parte dei formatori dipendenti a tempo indeterminato degli Enti ex legge 24/76.
Tale riqualificazione avvenne mediante espletazione di un vero e proprio concorso pubblico, anche se limitato ai soli operatori della formazione professionale, e successivo corso di formazione con esami finali.
Tale personale anziché essere inserito in seno ai servizi per l’impiego fu lasciato in carico agli Enti di provenienza e nel 2001 furono varati gli Sportelli Multifunzionali.
In virtù dell’art.14 dello Statuto la Regione scelse di organizzare i servizi di orientamento al lavoro varando gli Sportelli Multifunzionali che sino al 14 ottobre 2013 hanno assicurato tale servizio. Successivamente dal 23 ottobre 2013 al 23 aprile 2014 tale servizio è stato assolto col progetto Spartacus.
Dal 23 aprile 2014 l’attività di orientamento non viene espletata.
Tale attività non è un optional ma un preciso obbligo di legge previsto dai d.lgs.181/00 e dal d.lgs.297/02 a cui la regione non può sottrarsi e da cui discende anche il mantenimento dello “status” di disoccupato stante che il disoccupato entro tre mesi dalla dichiarazione di disponibilità deve essere sottoposto a colloquio di orientamento.
Ma chi sono gli orientatori degli Sportelli Multifunzionali?
Coma da declaratoria del CCNL settore formazione professionale per accedere alla qualifica di orientatore di sistema nei sevizi formativi occorre essere in possesso del diploma di laurea e qualifica professionale nel settore o di un diploma di scuola media superiore con esperienza come formatore e relativa qualifica professionale.
Non è facile rinvenire tra il personale in organico alla regione personale in possesso di tali qualifiche perciò il personale degli Sportelli Multifunzionali è indispensabile per i servizi di orientamento al lavoro che la Regione deve assicurare ai disoccupati. 
Ma quali sono le conseguenze della chiusura degli sportelli e la mancata erogazione del servizio di orientamento?
E’ su questo che forse dovrebbe indagare la Corte dei Conti in quanto se tale situazione continua a persistere l’INPS continuerà ad erogare l’indennità di disoccupazione a personale che non ha adempiuto all’obbligo di orientamento anche se non per colpa sua.
Si profila certamente un danno erariale che gli operatori degli Sportelli Multifunzionali sino al 23 aprile scorso hanno evitato restando al loro posto fornendo il servizio di orientamento e le politiche attive del lavoro ai cassaintegrati e disoccupati senza scioperare e senza percepire gli stipendi per molti mesi e ancora oggi aspettando di ricevere ben oltre dodici mesi di stipendio.
Questi sono gli operatori degli Sportelli Multifunzionali. Lavoratori che anziché fare come tutti gli altri lavoratori quando non ricevono per tempo lo stipendio ed incrociare le braccia, sono invece stati al loro posto di lavoro dando assistenza a quanti si sono rivolti a loro.
Oggi questi lavoratori sono “sospesi” dal lavoro, ma il danno non è solo loro ma anche e soprattutto di quanti, disoccupati e cassaintegrati, che dovrebbero essere sottoposti ad attività di orientamento, potrebbero vedersi richiedere indietro dall’INPS le somme loro erogate.
Il lavoro degli operatori degli Sportelli Multifunzionale non è assistenzialismo ma lavoro “professionalmente qualificato” per il quale la Regione negli anni dal 1996 al 2001 ha speso decine di miliardi di lire per la loro qualificazione e che ora non si sa che fine faranno. 
Ma il Presidente Crocetta è stato informato di ciò o gli sono state date informazioni non corrette e confuse?
Chi potrebbe essere chiamato dalla Corte dei Conti a rispondere del possibile danno erariale?
L’INPS già in occasione dei cantieri di lavoro ha chiesto il controllo e la verifica che tutti i lavoratori avviati ai cantieri di lavoro avessero svolto l’attività di orientamento pena la restituzione delle somme erogate.


lunedì 15 settembre 2014

Ad Adriana Vitale, auguro di riprendersi prontamente al fine di poter continuare la lotta per la difesa del posto di lavoro.

Qualcuno dovrà  pagare per le omissioni delle leggi regionali e per l'inefficienza dei servizi della burocrazia.
L'assessore Bruno  sarà credibile, solo se si presenterà al tavolo delle trattative con le «carte in regola».

lunedì 8 settembre 2014

AGENZIA UNICA DEL SISTEMA…la nostra battaglia da sempre


Le prime richieste dello Snals Confsal in tal senso risalgono molto indietro nel tempo, consapevole che questa è la vera volontà della stragrande maggioranza dei lavoratori del Sistema della Formazione Professionale.
Molti lavoratori ambiscono ad una gestione unica e di diretta emanazione dell’Amministrazione Regionale, che è la vera responsabile del servizio pubblico de quo. Tutto ciò in quanto le irregolarità gestionali di alcuni enti di formazione, di certa politica, di taluni sindacalisti e dei comitati di affari, insinuatisi da ultimo nella formazione professionale, non lasciano alcuna scelta rispetto alla speranza che il Governo Regionale ponga ordine nel settore, gestendo direttamente questa tipologia di istruzione e formazione.
Da anni lo Snals Confsal predispone proposte e documenti che riportano idee di Agenzia Unica del Sistema della Formazione Professionale, suffragandole con leggi nazionali e regionali.
Da ultimo la nostra proposta è stata consegnata al Governo Regionale nelle mani del Presidente Crocetta e dell’Assessore Scilabra.
Poi in sede di legge finanziaria e di bilancio 2013 nell’audizione di questa O.S. all’ARS, è stata consegnata alla V e II Commissioni legislative Regionali e nelle mani di singoli deputati disponibili.

Accettando sin d’ora il confronto su questo tema e nell’attesa di capire, però, la reale riforma complessiva del settore, ci limitiamo a chiedere che si rispettino i diritti dei lavoratori secondo il Contratto Collettivo di Lavoro, mantenendo lo stato giuridico ed economico dei lavoratori, e la legge regionale, in particolare la legge n. 25 del 1 settembre 1993, garantendo i livelli occupazionali e retributivi del personale iscritti all’Albo ex art. 14 l.r. 24/76 ed ai sensi della Circolare n. 1 del 15 maggio 2013.

Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale 


domenica 24 agosto 2014

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

 

 

Egregio presidente,

in merito alla vicenda che sta investendo il settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale non intende attribuire alcuna responsabilità al Dirigente per quello che sta succedendo ma è evidente che, dalle notizie apprese dai mass media, l'operato dei Dipartimenti regionali sulle politiche del lavoro e della formazione professionale va collocato in un contesto tutto negativo.

Non si intende in questa sede discutere sull’operato dell’Amministrazione Attiva  ma discutere sulla corretta applicazione delle leggi regionali del settore della formazione professionale e del CCNL vigente che vanno applicati in modo più intelligente e meno tecnocratico. Anche perché si tratta di leggi regionali che regolano tale  settore, e alcune di esse sono state legiferate dai parlamentari regionali in vista delle garanzie occupazionali e retributive dei lavoratori iscritti all’Albo. Gli operatori della formazione professionale su questo punto non  demordono, perché  “sulla carta” la tutela normativa è chiara e non lascia dubbi interpretativi ma purtroppo, oggi, alcune leggi sono prive di forza economica ed altre  sembrano negate dall'Amministrazione Attiva.

In questo contesto, il Governo si deve fare carico della risoluzione del problema sulla sicurezza lavorativa  e sulla regolare retribuzione provvedendo ad individuare i responsabili di questa penosa situazione che grava pesantemente sulla dignità di quanti lavorano in tale settore.

 Dovrebbe organizzarsi, in particolare, per rivoluzionare i dipartimenti che operano nell'ambito della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, creare un gruppo dirigente capace di sveltire le pratiche  giacenti, rivedendo l'attuale normativa di controllo  al fine di dare respiro ai lavoratori della formazione professionale.

 Vogliamo più in generale, che il personale della formazione professionale iscritto all’Albo possa percepire lo stipendio puntualmente e mensilmente allo stesso modo del personale di altre categorie nonché di quello dei dipartimenti regionali. Auspichiamo, quindi, una forte iniziativa dal Governo. In questi anni noi abbiamo anche indicato i riferimenti legislativi; ora sta alla Giunta definire i dettagli. Lo si farà? Noi vigileremo.

Il coordinamento regionale  Snals Confsal formazione professionale  metterà a disposizione dei lavoratori un'assistenza legale per chi volesse aderire nei confronti della Regione Siciliana. 

È chiaro che  sospendere i lavoratori, immettere il personale in CIG in deroga ed incrementare nuove assunzioni per rilanciare il settore comporta più debito pubblico per la Sicilia.

 

Lo Snals Confsal ha firmato l'accordo del 5 agosto, ma non è in condizione di esternare alcuna soddisfazione in merito a tale accordo  fin quando non si vede la concreta e completa applicabilità dei suoi contenuti. Su tale accordo, esiste da parte nostra una convergenza di vedute con la segreteria tecnica dell'assessorato. Siamo disponibili anche ad un dialogo aperto con gli enti gestori che hanno approvato il documento ma manifestiamo disapprovazione nei confronti di quegli enti che non hanno provveduto a regolarizzare la posizione retributiva dei lavoratori.

La Regione siciliana ha  accumulato grave ritardo, tra il 2008 e 2014, nell'utilizzo dei fondi e nella capacità di amministrazione. Occorre una strategia chiara nell’utilizzo del nuovo ciclo di fondi. Crediamo che  sia  importante che il governo si impegni a recuperare le inefficienze dell'Amministrazione Attiva affinché neanche un lavoratore venga licenziato e neanche un euro vada perso.

 Il Governatore dimostri agli operatori del settore della formazione professionale  la legalità,  il pieno rispetto delle leggi, la garanzia occupazionale e retributiva. Auspichiamo che tutta la politica siciliana si impegni a dare fiducia, con temi e contenuti che possono rilanciare il settore delle politiche del lavoro e della formazione professionale, salvaguardando i lavoratori iscritti all'albo; favorendo l'incentivo all’esodo, prevedendo semplificazioni per erogare gli emolumenti a chi lavora, e rilanciare il settore flagellato da una crisi bisognosa di legalità.

 



venerdì 25 luglio 2014

Comunicazione annullamento adesione ipotesi di accordo sindacale

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EGREGIO PRESIDENTE Prof. Egidio Ortisi - CIAPI

Illustre Presidente,

la presente per comunicarLe l’annullamento della nostra adesione all’ipotesi di accordo sindacale relativo al progetto Youth Guarantee.

Tale decisione, sia chiaro, non scaturisce da intenti polemici nei confronti della struttura da Lei presieduta, cioè nei confronti del Ciapi Di Priolo del quale abbiamo apprezzato, al contrario, il rigore intellettuale e l’attenzione verso le compatibilità economiche, strumenti indispensabili per la salvaguardia non solo dei conti pubblici ma perfino dei diritti dei lavoratori.

Non gli stessi apprezzamenti possiamo indirizzare verso il governo regionale ed in particolare verso l’assessore Bruno neo assessore al Lavoro.

Ciò per due ordini di motivi :

di fronte all’ennesimo saccheggio di risorse pubbliche rappresentato dalla finanziaria regionale, registriamo la volontà del governo a non sostenere e trasferire risorse verso la formazione professionale Siciliana ed in particolare nella vertenza a tutela dei lavoratori impegnati nelle politiche attive del lavoro.

Azzerando in questo modo anni di esperienza nelle politiche attive del lavoro e confinando i lavoratori negli spazi angusti della Youth Guarantee, strumento che oggettivamente mal si concilia con talune rigidità di taluni contratti di lavoro.

Nessun accenno poi alla “ strategicità”  del  ruolo del Ciapi di Priolo quale polo pubblico nella costruzione di una nuova formazione professionale Siciliana.  

Anzi, da questo punto di vista, registriamo inquietanti passi indietro.

Ecco: di fronte a questi duplici ordini di motivi non ci sentiamo di chiedere pesanti sacrifici economici ai colleghi nè di sottoscriverli.

Vogliamo sgombrare il campo dagli equivoci.

Non possiamo consentire che nel silenzio generale il governo regionale ci riporti al passato relegando i progetti Prometeo e Youth Guarantee in una sorta di meri ammortizzatori sociali.

In questo nuovo quadro, che senso avrebbe la nostra disponibilità, che in linea di principio riconfermiamo, a ragionare e negoziare intorno a nuove forme di flessibilità del lavoro?

Certo non per garantire un futuro sicuro ed un lavoro sereno ai colleghi che pure ne avrebbero diritto.

Temiamo invece che gli accordi di flessibilità del lavoro richiesti ai colleghi in riferimento ai Progetti Prometeo e Youth Guarantee siano propedeutici  nei prossimi mesi ai vari soggetti che si preparano ad accreditarsi come nuove agenzie del lavoro.

Ciò non mero principio ideologico cioè per principio a sostegno del “pubblico” contro Il “privato”.

Ma semplicemente poiché consideriamo superata e negativa la stagione del monopolio dei cosiddetti “enti” nella formazione professionale Siciliana.

Confortati in tutto questo dalle cifre e dai dati che hanno caratterizzato quella stagione: decine di migliaia di euro non percepite dai lavoratori.

Una stagione, vogliamo ricordarlo, dove le norme, gli istituti, le leggi previste dal diritto del lavoro sembravano più l’arte del possibile che riferimenti certi.

L’esempio più eclatante di questa”libera” interpretazione delle norme  e delle leggi si è manifestato in questi mesi: nel silenzio e nella omertà generale, si sono “sospesi” centinaia di colleghi in attesa del decollo del progetto Youth Guarantee  determinando così un grave danno nella tutela dei diritti di questi ultimi.

Che dice il neo assessore al lavoro Bruno su queste illegalità?

Infine ci consenta una ultima nota amara: si possono impiegare tre mesi di negoziato per appena qualche mesi di lavoro.

Ci sentiamo sconfitti.

Auspicheremmo che tutti, intorno alla tragicità di questo dato, avviino una qualche riflessione.

lunedì 28 aprile 2014

INCONTRO CON IL CIAPI. NULLA DI FATTO,,,



Si rinvia  tutto ad un incontro con il dipartimento  ed il neo assessore Bruno per quando riguarda La nuova attività degli ex Spartacus e con l'assessore Scilabra  per le problematiche del bando Prometeo.

Come avevamo gia scritto l’incontro fra il neo assessore al lavoro e cgil cisl uil si è rilevato meramente declaratorio non ha cioè sciolto i nodi tecnici e di merito che stanno sul tappeto.

ma allora di che hanno parlato?

Per quanto riguarda prometeo le criticità maggiori restano su Palermo dove mancano ancora 900 allievi e le sedi logistiche.

Per quanto riguarda youth guarantee le problematiche sono riconducibili alla necessità di coniugare la mission del progetto e le rigidità dell’accordo stipulati per il progetto spartacus a settembre.

Ma al di la delle oggettive problematicità registriamo cosi come abbiamo già scritto precedentemente un tentativo di “incartare” queste esperienze.

Chi non vuole prometeo?

Chi non vuole avviare il progetto youth guarantee cioè il proseguo “naturale”di spartacus?

Il governo regionale deve sciogliere i nodi e dare garanzie in relazione alle tante dichiarazioni perentorie fatte in materia di formazione professionale.

Auspichiamo che il cambiamento e la riforma della formazione siciliana non subisca nessun arresto e si avvii il superamento della stagione degli eventi verso l’agenzia unica della formazione.


venerdì 31 maggio 2013

DICHIARAZIONE STATO DI AGITAZIONE

Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore Regionale  Istruzione e Formazione Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente sulle  sottoelencate richieste:   
-       accelerare i mandati di pagamento di tutto  il personale per dare la possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere e sbloccare i pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  concentrare tutta l’attività del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  appurare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici,
-  controllare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.


venerdì 26 aprile 2013

DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO REGIONALE SNALS CONFSAL SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE


DISOCCUPAZIONE IN SICILIA
La disoccupazione nel sud Italia e la mancanza di valori nelle persone è una grossa piaga che ad oggi non trova soluzioni.
In Sicilia si vedono sfilare per le strade della città migliaia di persone che chiedono lavoro. Il grande assente, in questo ideale processo alle carenze del mercato del lavoro nel sud, è il governo che non ha ancora varato un programma di politiche attive per il lavoro, programma che comprendesse anche un adeguato riordino del settore della formazione professionale.
Il problema centrale è la mancanza di comunicazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, e non solo, ma anche tra la scuola che dovrebbe preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e la formazione professionale, supporto indispensabile per farli rimanere competitivi nel mercato. Le persone hanno bisogno di essere prese sul serio; devono essere guidate a credere nei valori al fine di alimentare le loro aspirazioni. In questo campo le Istituzioni e gli Enti Locali hanno dimostrato di non saper attuare una politica di ampio respiro, capace di cogliere le tendenze del mercato, di anticipare i bisogni e le esigenze del mondo del lavoro, di dare risposte concrete a mutamenti avvenuti, lasciando così la gente disoccupata ed in balia di se stessa.

ENTI GESTORI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Lo Snals Confsal, settore formazione professionale ritiene che  il controllo sull’utilizzo del denaro pubblico, nei confronti  degli Enti Gestori,  non solo potrà  fornire risposte reali  per la  garanzia occupazionale dei lavoratori, ma potrà anche risanare il sistema della formazione professionale con la realizzazione di un documento amministrativo che evidenzi rigidi  controlli e reale applicazione del quadro normativo attuale da parte dell'Amministrazione regionale.
Ci si è resi conto che il sistema della formazione professionale, in Sicilia, è un sistema che prioritariamente penalizza il lavoratore, sminuendo l’attività che svolge e denigrando la dignità della persona.

RIORDINO DEL SISTEMA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Occorre seguire la  strada del risanamento  imponendo  regole, certezze, ordine tra gli enti; occorre individuare, per intervenire, sui diretti responsabili dell’attuale crisi e non su chi vi  lavora!!! Si colpisce il muro più basso senza scardinare il vero ostacolo, cioè chi ha reso il settore un ambiente “selvaggio e senza regole.”
Concordiamo con la Regione  per il blocco delle assunzioni, per il  parametro unico e  il fondo di garanzia, ma  abbiamo delle perplessità sull’istituzione dell’albo unico, che appare privo di garanzie per i lavoratori.

GARANTIRE E RETRIBUIRE CHI SVOLGE IL LAVORO
I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti Gestori, dai quali dipendono, e la Regione Siciliana che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione, ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione.
Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatatori, amministrativi ecc. che da mesi non percepiscono gli stipendi.
Riteniamo fondamentale e prioritaria la garanzia di tutti i lavoratori che operano nelle tre filiere del settore formazione professionale (interventi, servizi e obbligo formativo). Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25 del1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale.

BLOCCO DELLE ASSUNZIONI
Siamo preoccupati perché alcuni Enti Gestori, pur avendo avuto un parametro  costi maggiorato, ha avviato le procedure di  mobilità del proprio personale assunto prima del 31.12.2008  e nello stesso tempo ha continuato ad assumere personale nonostante il blocco delle assunzioni al 31.12.2008.

SICUREZZA DELLA RETRIBUZIONE
Infine si chiede una riforma che assicuri ai lavoratori il diritto di percepire la retribuzione con cadenza mensile, a fronte della prestazione lavorativa offerta. Si ritiene che tali garanzie potranno essere concretizzate attraverso l’istituzione di un ruolo ad esaurimento e un capitolo di spesa dedicato.

 PROPOSTA DI RIORDINO
Lo SNALS CONFSAL formazione professionale chiede  al governo  un vero riordino che conduca ad un nuovo sistema di formazione professionale  in  grado di assicurare:
·        la qualità dell’offerta formativa;
·        il rispetto di regole uguali per tutti gli enti e gli operatori;
·        la salvaguardia occupazionale e il diritto dei lavoratori di percepire la retribuzione con cadenza mensile a fronte della prestazione lavorativa offerta con l’istituzione di un ruolo ad esaurimento e un capitolo di spesa dedicato. Il personale a tempo indeterminato della L.R. 24/1976, lo ribadiamo, dovrà  essere garantito con l’immissione in un ruolo unico ad esaurimento, contenitore da cui gli stessi Enti di formazione potrebbero attingere prioritariamente e temporaneamente  in presenza di titoli e professionalità compatibili con l’intervento progettato. Il rimanente personale dovrebbe essere utilizzato laddove si presentano carenze di organico e sempre nel rispetto di titoli e professionalità;
·        nel particolare, il personale in esubero potrà  essere utilizzato nelle istituzioni scolastiche e universitarie, nei servizi per l’impiego, o presso altra amministrazione o istituzione che dovesse farne richiesta, con modalità e procedure che saranno individuate con le parti sociali e le strutture interessate;
·        la riduzione progressiva del sistema mediante la realizzazione di accordi sindacali che introducano strumenti di accompagnamento  per i lavoratori prossimi al pensionamento.

CONCLUSIONE
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.


mercoledì 4 gennaio 2012

2012

Cari amici e colleghi, davanti a noi si apre un nuovo anno. Nessuno sa cosa ci porterà. I particolari del cammino della nostra vita ci sono ancora oscuri.
Abbiamo iniziato quest’anno con grande attesa e guardiamo al futuro con preoccupazione.
Qualunque cosa possa capitare, nel nostro settore, sappiamo che solo l’unità e il coinvolgimento  della base ci aiuta a superare i timori e le preoccupazioni.
NON SIAMO SOLI, ANCHE QUANDO CI SENTIAMO SOLI!!
La nostra dignità e il nostro lavoro non possono essere calpestati dall’ingordigia  del Governo e dall’Amministrazione Regionale.
Abbiamo preparato una soluzione legale, che non abbiamo utilizzata nel passato, che ci sarà utile in un modo o nell’altro quest’anno.
La via in cui dobbiamo camminare può sembrarci difficili ma io, insieme a tutti voi, NON  la lascerò e  NON l’abbandonerò.
UNITI SI VINCE! VOI TUTTI L’AVETE SPERIMENTATO IN SITUAZIONI DIFFICILI!
Ora incoraggiamo gli altri per superare le criticità.

TRASPARENZA, LEGALITA’, DIGNITA’ E GIUSTIZIA sono i temi da portare avanti!
VIVA GLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.
Cordialità
Giuseppe Milazzo