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giovedì 26 febbraio 2015

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTE DELLA REGIONE CROCETTA


OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

Egregio Presidente del Governo Siciliano, lo scrivente nella qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale, Le riferisco che condividiamo in toto ciò che è stato da Lei dichiarato in merito al riordino del sistema della formazione professionale e siamo pronti a collaborare per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.

Ma mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato. 

Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio? 

Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia  al fine di raggiungere i risultati che sono stati previsti nei bandi della Regione Sicilia.

Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.

Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.

Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?

E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?

In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.   

La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.

Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio. 

Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.

Catania 26.02.2015


GIUSEPPE MILAZZO

                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

 


venerdì 7 novembre 2014

CARO PRESIDENTE CROCETTA

Lettera di un operatore della formazione professionale
Giorgio Giampiccolo6 novembre 21.53.50 
Caro Presidente Crocetta, stavolta sarò buono e mi limiterò a fargli capire che cose il mondo della Formazione Professionale Siciliana. Premesso che condivido che tale servizio pubblico non può e non deve essere più gestito dagli "enti", per tutta una serie di motivi che tutti conosciamo, vista la cronaca degli ultimi due anni, che non ha scoperto "l'acqua calda". Sono sicuro caro Presidente che ancor prima di avere tale carica conosceva questo mondo denominato "Mangiughia", anche perché lei è l'espressione della stessa classe politica che negli anni ha usato il sistema ed ha determinato il "malaffare". Sarebbe stato bello avere un Presidente che pur essendo stato eletto dalla solita "mala politica" desse una svolta al paese, ma tutto ciò non è successo, anzi abbiamo assistito al peggior governo che una classe politica potesse produrre. Mi rammarica dirle che la sua annunciata "rivoluzione" si è rivelata una "distruzione", non certo per la sua persona, ma per me stesso, per i miei figli, e per tutti i siciliani . . . oggi molti di noi sono ridotti alla "fame", nel senso stretto del termine, e questo grazie alla sua persona, si signor Presidente tutto il male è racchiuso nel suo essere.
All'inizio ha attaccato gli enti, attraverso la complicità della bella assessora, spronando i lavoratori a denunciare le mala gestione (come se voi non conosceste bene il mondo che vi ha prodotto), ingenuamente molti di noi hanno visto una speranza di "pulizia del sistema", ma ahimè, la volpe non mirava solo alle galline, ma anche alle uova e al pollaio tutto. Così dopo aver tradito ed infangato pure i lavoratori, "da collusi a deviati", oggi tocca agli allievi, denominati "allievi professionisti", a questo punto il cerchio è chiuso, si faccia prestare un missile radiocomandato dai suoi amici americani è finisca quello che ha iniziato "distruggere il mondo della formazione professionale".
Caro Presidente, lei non conosce il mondo della Formazione Professionale, conosce solo la parte malata di questo settore. Dal 2002 lavoro in questo settore, è penso come tutti di conoscere le due facce della stessa medaglia, da un lato ci sono tutte quelle brutture che hanno portato alla cosiddetta "mangiughia", dall'altro ci sono le professionalità che hanno formato tanti adolescenti e giovani, che spesso hanno trovato il loro orientamento lavorativo, che è diverso dal lavoro, noi non creiamo posti di lavoro, a quello ci devono pensare le istituzioni e la buona politica. Una buona formazione abbiamo sempre cercato di farla, malgrado gli strumenti spesso mancassero, primo fra tutti la regolare retribuzione. Ora se un progetto come Prometeo stenta a partire, la colpa non è da ricercare, né tra gli enti, né tra i Lavoratori, né tanto meno fra gli allievi, unico responsabile è la macchina amministrativa che non dà risposte adeguate nei tempi giusti, e quindi signor Presidente la colpa è sua!
Basterebbe poco in un paese civile per fare buona e funzionale "Formazione",
la nostra isola dovrebbe vivere prevalentemente di turismo, di pesca e di agricoltura, vista la bella posizione geografica che madre natura ci ha regalato.
I centri per l'impiego sono colmi di liste di disoccupati, le nostre città andrebbero ripulite dalle valli ai monti, bisognerebbe organizzare corsi dal giardiniere, al boscaiolo, e via dicendo tutte quelle professionalità che rendono una città bella e vivibile anche per i turisti, invece no, diamo sussidi alle persone per non fare un cxxxo, come cxxxo vogliamo rilanciare l'economia di questo paese? risparmiando sui lavoratori, o sui miseri quattro euro degli allievi!
PENSI SIGNOR PRESIDENTE PRIMA DI PARLARE, SI POTREBBERO FARE TANTE COSE, E NON NE FACCIAMO NIENTE!

lunedì 27 ottobre 2014

EMERGENZA SOCIALE

Il Governo Regionale non può e non deve rimanere sordo all’appello dei lavoratori della formazione professionale  che, a causa della mancata corresponsione delle retribuzioni  da parte degli Enti, denunciano alle Istituzioni uno stato di grave emergenza sociale.
È opportuno  trovare quanto prima una soluzione  concreta, che consenta il pagamento degli emolumenti arretrati considerato, peraltro, che i dipendenti, malgrado la particolare condizione in cui versano, hanno continuato e continuano ad assicurare il servizio. 

La vicenda è inverosimile, poichè non si garantiscono certezze retributive a soggetti assunti in virtù di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tutto ciò mortifica la dignità e la professionalità dei lavoratori.
È auspicabile, , un pronto intervento del Governo regionale al fine di risolvere una problematica che vede gli operatori  della formazione professionale  pagare un prezzo altissimo.

Anche  la mancata convocazione dei tavoli istituzionali, in attesa della CIG in deroga,  da parte dei CPI,  per dare il sostegno al reddito ai lavoratori sospesi dagli Enti Gestori, mortifica la  dignità  del personale che stanno pagando un prezzo altissimo per cause da imputare ad altri.


sabato 4 ottobre 2014

Verità o inganno

Per quanto si tenti di soffocare la verità deviando l'attenzione della gente sulla menzogna, la verità  riesce sempre, prima o poi, a farsi strada smascherando l'inganno.

giovedì 2 ottobre 2014

Comunicato stampa

   

I ripetuti impegni accordi stipulati sono stati sempre disattesi. È paradossale, una messa in scena senza alcuna novità”. 

È amaro il commento del Coordinatore Regionale Snals- Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo, nei confronti dell'amministrazione regionale guidata dal presidente rosario Crocetta. “Sempre gli stessi impegni, promesse, rassicurazioni ed ipocrite condivisioni delle preoccupazioni dei lavoratori che si riassumono in numerosi  e purtroppo  inconcludenti tavoli di confronto tenuti con i sindacati”, aggiunge il coordinatore regionale Snals.

 

Promesse che i  numerosi rappresenti del governo regionale hanno ripetuto ieri al partecipato corteo che i lavoratori della Formazione hanno organizzato a Palermo per manifestare, ancora una volta, il proprio dissenso nei confronti di un governo che promette di saldare gli stipendi a dei lavoratori che hanno già prestato la loro opera professionale, ma che fino ad oggi non lo ha fatto. 

 

Non ci sono risultati concreti né passi in avanti, però – sottolinea il coordinatore regionale Milazzo – ma solo un ridicolo e banale rituale ben organizzato. Sono solo politicanti, anch'essi rituali e banali, ossessionati dalla ricerca del consenso elettorale. Non tengono conto delle reali emergenze sociali che attanagliano i lavoratori del settore”.

 

In attesa che la situazione si sblocchi davvero i lavoratori sono decisi per una mobilitazione ad oltranza presso la Presidenza della Regione e l'ARS organizzandosi in un Movimento  unito dei lavoratori. “La situazione di emergenza sociale è talmente esasperata per cui non siamo disposti a partecipare a nessun incontro promosso dal Governo di Crocetta solo per continuare ad ascoltare generiche e vuote assicurazioni ed impegni. Se il presidente Crocetta ed i suoi assessori vogliono un reale confronto con i sindacati dei lavoratori, devono darci subito le risposte alle richieste avanzate già da tempo”, conclude il  Coordinatore Regionale Snals, Giuseppe Milazzo.

 

 

Di seuito le richieste del settore della Formazione la Governo regionale: 

 

- pagamento immediato delle retribuzioni arretrate dei lavoratori;

- sblocco della CIG in Deroga per gli operatori sospesi dagli enti;

- soluzione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego;

- avvio immediato della prima e terza annualità dei percorsi di obbligo formativo (IeFP);

- avvio immediato della terza annualità del Piano Giovani, già in forte ritardo e prospettive future della filiera;

- strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia con l'Impiego degli ex lavoratori degli Sportelli Multifunzionali.

 

 


domenica 28 settembre 2014

MANIFESTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DI UN DIRITTO SCIPPATO CON L’INGANNO



 

I componenti del coordinamento regionale settore formazione professionale Snals Confsal, insieme alle RSA e agli iscritti a tale organizzazione sindacale, saranno presenti giorno 1 ottobre 2014 alle ore 9,00 in  piazza Marina a Palermo, per unirsi ai lavoratori delle tre filiere della Formazione Professionale nella MARCIA DELLA FORMAZIONE, per protestare contro il continuo disinteresse del Governo nei confronti delle problematiche del settore.

Manifestazione che, lungi dall’essere un incontro di appartenenza sindacale, si propone di rivendicare diritti e dignità delle persone che da anni lavorano nel settore impegnandosi a formare ed orientare minorenni, giovani ed adulti, inoccupati e disoccupati fornendo loro valido supporto e competenze professionali.

Sono state adottate diverse forme di lotta che non hanno avuto positivi e concreti riscontri evidenziando così sia l’insensibilità del governo a qualsiasi richiesta sia la volontà di questo di distruggere il settore e tutto il personale che vi lavora con dignità. Ora basta! È arrivato il momento di fare sentire con più forza la voce dei lavoratori, anche in risposta alle ultime dichiarazioni del Governo. La volontà del Governo è stata espressa in maniera chiara da un Presidente che governa con il 13% dei consensi e con quelli dei suoi 43 compari che lo sostengono. Ha detto che ha risparmiato 300 milioni di euro, senza però realizzare che, parte di quella cifra corrisponde alle retribuzioni dovute, ma mai percepite, ai lavoratori del settore. Sono i soldi delle retribuzioni che il personale non ha ancora ricevuto, sono soldi sottratti a chi ha lavorato dignitosamente in questi anni. Sono i soldi che hanno permesso ai cittadini siciliani di acquisire delle competenze attraverso un corso di formazione professionale. Soldi che i lavoratori si riprenderanno con gli interessi, incluse le spese legali.

Con Crocetta i cittadini siciliani non avranno futuro: ha distrutto un comparto di lavoratori senza punire chi ha fatto il vero danno, ma grazie alla Magistratura tutto verrà a galla e si scopriranno i veri artefici della "mangiucchia".

Ma adesso pensiamo a dare un futuro ai giovani e a chi è privo di lavoro, riattiviamo la formazione professionale, volano per il reinserimento degli inoccupati e disoccupati, in una terra martoriata ed abbandonata a se stessa. Via questo governo di annunci ma senza fatti. Via un sistema politico clientelare e ingessato nei palazzi. Via la Casta che ha rovinato la Sicilia.

Vogliono azzerare chi ha esperienza ultra ventennale nel settore e continuare con le promesse di nuovi posti di lavoro, creando ancora precariato e sperpero di denaro pubblico, per continuare il loro ricatto a garanzia dei loro privilegi.
 

La manifestazione non ha sigle politiche e nemmeno sindacali, senza bandiere e senza appartenenza, la manifestazione è per  il riconoscimento di un diritto  “scippato” con l’inganno: IL NOSTRO LAVORO.


sabato 27 settembre 2014

MANIFESTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DI UN DIRITTO SCIPPATO CON L’INGANNO



 

 

I componenti del coordinamento regionale settore formazione professionale Snals Confsal, insieme alle RSA e agli iscritti a tale organizzazione sindacale, saranno presenti giorno 1 ottobre 2014 alle ore 9,00 in  piazza Marina a Palermo, per unirsi ai lavoratori delle tre filiere della Formazione Professionale nella MARCIA DELLA FORMAZIONE.

Manifestazione che, lungi dall’essere un incontro di appartenenza sindacale, si propone di rivendicare diritti e dignità delle persone che da anni lavorano nel settore impegnandosi a formare ed orientare minorenni, giovani ed adulti, inoccupati e disoccupati fornendo loro valido supporto e competenze professionali. 


martedì 9 settembre 2014

COMUNICATO ADESIONI RICORSO GRATUITO

 

Ieri si è svolta la prima giornata programmata di sciopero del settore, per tentare di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla drammatica situazione in cui versa attualmente il settore della Formazione Professionale in Sicilia, dopo che l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione (interventi, Servizi ed Obbligo Formativo), creando  situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare a agli operatori del settore.

Data l’enorme platea  (si parla di 8.000 famiglie), le inadempienze dell’amministrazione Crocetta, hanno condotto a quello che oggi possiamo definire un grave disagio sociale; il quale può sfociare, se irrisolto dalle istituzioni, in disordini sociali di vasta portata.

La scrivente organizzazione sindacale, ha provveduto anche ad incontrare i propri legali, sia civili che penali,  al fine di avviare: da una parte: una class action di tipo risarcitorio per la colpevole inerzia dell’amministrazione: in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre i 2 anni in qualche caso), creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori; dall’altra, consegnando agli avvocati, un imponente dossier documentale per verificare quali siano i profili penalmente rilevanti del comportamento dell’amministrazione regionale retta dal trio Crocetta - Scilabra - Bruno. Questo sia sotto il profilo dell’inerzia (mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati; mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga; Il mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori) e sia sotto il profilo delle azioni condotte in danno degli operatori stessi.

Lo SNALS CONFSAL SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE invita tutti gli operatori interessati ad avviare l’azione “gratuita” collettiva di risarcimento del danno economico, patrimoniale e morale (CLASS ACTION) a mandare all’indirizzosnalsconfsal@gmail.com i propri dati anagrafici, l’ente presso cui svolgono o hanno svolto servizio, corredando il tutto con la fotocopia del documento di riconoscimento.

venerdì 5 settembre 2014

Riunione SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE del 05/09/2014


In data odierna, presso i locali di Via Adua n. 2/C, presenti, giusta convocazione dei Coordinatori Provinciali, Coordinamento Regionale e Provinciale e delle RSA SNALS CONFSAL, notificata tramite mail in data 01/09/2014, sono presenti i convocati ed alcuni lavoratori (anche di altre sigle sindacali).
I convenuti ed il Coordinatore regionale settore formazione professionale Giuseppe Milazzo, constatato il raggiungimento del quorum sia strutturale sia funzionale, dichiarano aperta la discussione sulla situazione in cui versa il settore della Formazione Professionale in Sicilia.
Prende la parola il coordinatore Giuseppe Milazzo, il quale informa i convenuti che, come sarà certamente e tristemente noto a tutti, l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione; creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori. I convenuti prendono atto della veridicità delle esternazione del Coordinatore portando testimonianza delle situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare di ciascuno di loro, che poi diventano (data la grande platea degli operatori interessati) grave disagio sociale, in relazione: 
al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre a 2 anni in qualche caso); 
alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati; 
alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; 
alla eccessiva solerzia dell’amministrazione regionale nel decretare la revoca dell’accreditamento di alcuni enti senza curarsi preventivamente del destino dei lavoratori che incolpevoli vi lavoravano, lasciandoli in una sorta di limbo definito “sospensione” che non trova riscontro in nessun ambito giuslavoristico e pertanto nessun tipo di tutela normativamente posto; 
La mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga;
Il mancato rispetto delle norme legislative regionali che pure l’amministrazione ha il compito istituzionale di rendere esecutive e quindi efficaci;
Il Coordinatore Milazzo, conferma che ha notizia che le procedure relative alla CIG in deroga, stanno iniziando ad avviarsi con la convocazione da parte dei competenti servizi territoriali dell’Assessorato.
Per quanto riguarda, invece, tutte le restanti problematiche né l’amministrazione regionale né l’esecutivo Crocetta, hanno operato per la loro risoluzione ed anzi la loro inerzia, in virtù del tempo che trascorre inutilmente, le ha rese ormai delle piaghe endemiche del comparto, provocando, come detto, grave disagio agli operatori.
Il Coordinatore Milazzo, constatato e comunicato ai presenti il risultato inesistente dal punto di vista sostanziale della laboriosa opera svolta in questi anni dal Sindacato da lui rappresentato, attraverso una politica di moderazione e di collaborazione con le stesse istituzioni (risultati inesistenti dovuti esclusivamente all’inerzia e spesso alle vane promesse delle istituzioni), propone ai presenti di iniziare un tipo di lotta diversa ma, a questo punto, necessaria, da svolgersi secondo una tipologia di interventi diversificata: 
da una parte, attraverso la denuncia penale nei confronti dell’amministrazione responsabile e del governo per  i vari errori amministrativi e le varie violazioni di legge che configurano fattispecie forse penalmente rilevanti; 
dall’altra, dare inizio ad una class action di tipo risarcitorio al fine di ristorare (almeno  economicamente) tutti gli operatori che vi aderiranno per quanto gli è dovuto e negato sia dagli enti ma principalmente dalle istituzioni.
 I convenuti, all’unanimità, manifestano la propria volontà di adire le vie legali così come proposto dal Coordinatore, dandogli mandato di incontrare i legali del sindacato per concordare le modalità operative.
Al fine di riportare i problemi della Formazione, intesa nella sua totalità (tutte le tre filiere), nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e pertanto delle istituzioni competenti (oggi troppo distratte dal Click Day e da eventuali rimpasti di governo), viene deciso di iniziare una serie di scioperi, con proteste plateali sempre nei limiti del consentito dalla legislazione e dal buon senso.
Pertanto in questa sede si decide di attuare, per il momento, le seguenti giornate di sciopero:

Lunedì 8 settembre 2014 Dalle ore 08:00 alle 20:00 Presso Palazzo ESA Catania
Mercoledì 10 settembre 2014 Dalle ore 08:00 alle 20:00 Presso Prefettura di Catania
Giovedì 11 e venerdì 12 settembre 2014 Dalle ore 08:00 alle 20:00 Palermo Presso Assessorato Regionale alla Formazione Professionale (in concomitanza con l’arrivo degli ispettori europei).



venerdì 25 luglio 2014

Comunicazione annullamento adesione ipotesi di accordo sindacale

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EGREGIO PRESIDENTE Prof. Egidio Ortisi - CIAPI

Illustre Presidente,

la presente per comunicarLe l’annullamento della nostra adesione all’ipotesi di accordo sindacale relativo al progetto Youth Guarantee.

Tale decisione, sia chiaro, non scaturisce da intenti polemici nei confronti della struttura da Lei presieduta, cioè nei confronti del Ciapi Di Priolo del quale abbiamo apprezzato, al contrario, il rigore intellettuale e l’attenzione verso le compatibilità economiche, strumenti indispensabili per la salvaguardia non solo dei conti pubblici ma perfino dei diritti dei lavoratori.

Non gli stessi apprezzamenti possiamo indirizzare verso il governo regionale ed in particolare verso l’assessore Bruno neo assessore al Lavoro.

Ciò per due ordini di motivi :

di fronte all’ennesimo saccheggio di risorse pubbliche rappresentato dalla finanziaria regionale, registriamo la volontà del governo a non sostenere e trasferire risorse verso la formazione professionale Siciliana ed in particolare nella vertenza a tutela dei lavoratori impegnati nelle politiche attive del lavoro.

Azzerando in questo modo anni di esperienza nelle politiche attive del lavoro e confinando i lavoratori negli spazi angusti della Youth Guarantee, strumento che oggettivamente mal si concilia con talune rigidità di taluni contratti di lavoro.

Nessun accenno poi alla “ strategicità”  del  ruolo del Ciapi di Priolo quale polo pubblico nella costruzione di una nuova formazione professionale Siciliana.  

Anzi, da questo punto di vista, registriamo inquietanti passi indietro.

Ecco: di fronte a questi duplici ordini di motivi non ci sentiamo di chiedere pesanti sacrifici economici ai colleghi nè di sottoscriverli.

Vogliamo sgombrare il campo dagli equivoci.

Non possiamo consentire che nel silenzio generale il governo regionale ci riporti al passato relegando i progetti Prometeo e Youth Guarantee in una sorta di meri ammortizzatori sociali.

In questo nuovo quadro, che senso avrebbe la nostra disponibilità, che in linea di principio riconfermiamo, a ragionare e negoziare intorno a nuove forme di flessibilità del lavoro?

Certo non per garantire un futuro sicuro ed un lavoro sereno ai colleghi che pure ne avrebbero diritto.

Temiamo invece che gli accordi di flessibilità del lavoro richiesti ai colleghi in riferimento ai Progetti Prometeo e Youth Guarantee siano propedeutici  nei prossimi mesi ai vari soggetti che si preparano ad accreditarsi come nuove agenzie del lavoro.

Ciò non mero principio ideologico cioè per principio a sostegno del “pubblico” contro Il “privato”.

Ma semplicemente poiché consideriamo superata e negativa la stagione del monopolio dei cosiddetti “enti” nella formazione professionale Siciliana.

Confortati in tutto questo dalle cifre e dai dati che hanno caratterizzato quella stagione: decine di migliaia di euro non percepite dai lavoratori.

Una stagione, vogliamo ricordarlo, dove le norme, gli istituti, le leggi previste dal diritto del lavoro sembravano più l’arte del possibile che riferimenti certi.

L’esempio più eclatante di questa”libera” interpretazione delle norme  e delle leggi si è manifestato in questi mesi: nel silenzio e nella omertà generale, si sono “sospesi” centinaia di colleghi in attesa del decollo del progetto Youth Guarantee  determinando così un grave danno nella tutela dei diritti di questi ultimi.

Che dice il neo assessore al lavoro Bruno su queste illegalità?

Infine ci consenta una ultima nota amara: si possono impiegare tre mesi di negoziato per appena qualche mesi di lavoro.

Ci sentiamo sconfitti.

Auspicheremmo che tutti, intorno alla tragicità di questo dato, avviino una qualche riflessione.

domenica 22 giugno 2014

RIORDINO FORMAZIONE PROFESSIONALE

La disoccupazione in Sicilia è una grossa piaga che ad oggi non trova soluzioni.
Si vedono sfilare per le strade delle città migliaia di persone che chiedono lavoro. Il grande assente, in questo ideale processo alle carenze del mercato del lavoro nel sud, è il governo che non ha ancora varato un programma di politiche attive per il lavoro, programma che comprendesse anche un adeguato riordino del settore della formazione professionale.
Il problema centrale è la mancanza di comunicazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, e non solo, ma anche tra la scuola che dovrebbe preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e la formazione professionale, supporto indispensabile per farli rimanere competitivi nel mercato. Le persone hanno bisogno di essere prese sul serio; devono essere guidate a credere nei valori al fine di alimentare le loro aspirazioni. In questo campo le Istituzioni e gli Enti Locali hanno dimostrato di non saper attuare una politica di ampio respiro, capace di cogliere le tendenze del mercato, di anticipare i bisogni e le esigenze del mondo del lavoro, di dare risposte concrete a mutamenti avvenuti, lasciando così la gente disoccupata ed in balia di se stessa.

In Sicilia manca un sistema formativo dotato di strumenti finanziari e regole certe, che possa garantire ai fruitori del servizio standard qualitativi spendibili nel mercato del lavoro.
Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale nell’intento di far emergere  trasparenza, certezza e verità ha pensato di fornire al Governo Regionale alcuni suggerimenti da tenere in considerazione per il definitivo riordino del settore della formazione professionale in  grado di assicurare sia la qualità dell’offerta formativa che il rispetto di regole uguali per tutti gli enti e gli operatori.
Il percorso di riordino, seppur  pieno di insidie e scricchiolii, dovrà necessariamente realizzarsi in tempi brevi considerando di utilizzare i finanziamenti del piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani  che vede, nell’ambito delle politiche attive,  una rete di soggetti che include la formazione professionale e il mercato del lavoro. 
La formazione in Sicilia si dovrebbe trasformare in un vero e proprio modello che possiamo definire di “rete tra vari soggetti che si occupano di formazione e lavoro”. Un modello snello che possa iniziare con il monitoraggio delle imprese nel  territorio per prendere atto della complessità di ciascuna specifica fase del processo che trasforma un  fabbisogno di formazione in  apprendimenti professionalmente spendibili. 
Non è possibile proporre una formazione  non più  rispondente ai fabbisogni delle imprese, alle richieste di apprendimenti da parte degli utenti ed il  loro utilizzo in azienda.
Quindi, occorre programmare una formazione professionale in grado di sviluppare competenze realmente spendibili e coerenti con le esigenze di sviluppo delle imprese. 

RETE DEI VALORI

Per questo motivo l’attenzione deve essere posta simultaneamente su tutte le maglie della rete, che rappresenta la “rete dei valori”: fabbisogni delle imprese, figure professionali e competenze, programmazione della formazione professionale, erogazione della  formazione professionale, apprendimenti e loro certificazione, collocazione  e sbocchi sul mercato del lavoro.
I fabbisogni delle imprese, come tali fabbisogni, si possono poi concretamente tradurre in programmi di intervento, attraverso bandi relativi ad interventi e servizi di formazione professionale.
Per il buon esito di quanto detto  si chiede un intenso impegno e coinvolgimento da parte dello Staff  della dirigenza politica, di quella amministrativa di settore e dello staff operativo a livello provinciale. 

Da subito, l’Amministrazione Regionale, dovrebbe fare uno sforzo considerevole verso la quadratura dei conti del sistema, mettendo a nudo i bilanci di gran parte degli Enti formativi operanti ex L.r.24/76 in Sicilia al fine di riassestarne i conti.

Quindi  allineare gli Enti formativi verso una griglia di partenza che li porrà tutti sullo stesso piano nella gestione dell’offerta formativa, anche attraverso l’erogazione delle spettanze pregresse, delle  spese riconosciute e certificate dalla stessa Amministrazione.

Perciò serve dare un assetto finanziario certo ai tre ambiti del sistema, Interventi Formativi, IeOF e Servizi Formativi, occorre sottoscrivere un protocollo trilaterale per armonizzare gli effetti prodotti dal riordino  per meglio gestire gli esuberi del sistema formativo, serve dotare la Sicilia di un sistema incentivante per agevolare la fuoriuscita del personale in età pensionabile; nonché chiudere alcune partite importanti per il futuro di migliaia di lavoratori operanti presso diversi Enti storici.
Oggi il Governo, con la collaborazione degli Assessori regionali al ramo, dovrebbe appostare le necessarie risorse finanziarie per garantire il pagamento dei salari a tutti gli operatori della formazione professionale ex art.4 della L.r.24/76, assunti al 31/12/2008 e individuare una significativa somma a garanzia del funzionamento del Fondo di Garanzia per le eventuali gestioni di processi di mobilità.  Noi concordiamo con la Regione  per il blocco delle assunzioni, per il  parametro unico e  il fondo di garanzia, ma  abbiamo delle perplessità sull’istituzione dell’albo unico, che appare privo di garanzie per i lavoratori. 

Lo Snals Confsal ritiene che in merito alla risoluzione dei problemi riguardanti il riordino del settore è  necessaria la collaborazione di tutti quei soggetti che possano offrire un’ idea ed una proposta funzionale sia per il rinnovo del servizio pubblico essenziale, sia per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori specializzati che vi operano da decenni.

CONTRATTO DI RETE

Secondo questa Organizzazione Sindacale  una soluzione potrebbe essere offerta dalla realizzazione di un "contratto di rete, dove più soggetti pubblici e privati perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato", come scritto dal Decreto Crescita n. 83/2012.
Elemento essenziale del contratto di rete per il raggiungimento del suddetto scopo è il "programma comune di rete", sulla base del quale i soggetti interessati si obbligano a "collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa".

Le strutture deputate alla realizzazione degli interventi formativi e non formativi, finanziati con denaro pubblico per operare devono essere in regola con la normativa sull’accreditamento della Regione Siciliana.
L’acquisizione della soggettività giuridica delle reti in esame comporta l’esistenza di un soggetto dotato di capacità giuridica tributaria autonoma rispetto alla capacità giuridica delle singole imprese partecipanti: ai fini del prelievo fiscale, infatti, la rete-soggetto, in quanto entità distinta dalle imprese partecipanti, esprime una propria forza economica ed è in grado di realizzare, in modo unitario e autonomo, il presupposto d’imposta.
In sostanza, fermo restando la sussistenza della soggettività tributaria delle imprese partecipanti, qualora la rete acquisisca soggettività giuridica, la stessa diventa un autonomo soggetto passivo di imposta con tutti i conseguenti obblighi tributari previsti ex lege in materia di imposte dirette ed indirette.
In particolare, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, è stato chiarito che l’adesione al contratto di rete non comporta l’estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.

Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori si potrebbe ipotizzare l’istituto dell’aspettativa previsto nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale tali lavoratori vengono momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestavano servizio in precedenza ed occupati presso la rete proposta.

In sintesi lo Snals Confsal propone di formare una rete tra gli enti di formazione, le imprese, il Ciapi di Priolo, gli Istituti scolastici, l’Università, che abbia in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione degli interventi e i servizi formativi.

GARANTIRE E RETRIBUIRE CHI SVOLGE IL LAVORO
I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti Gestori, dai quali dipendono, e la Regione Siciliana che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione, ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione.
Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori, amministrativi ecc. che da mesi non percepiscono gli stipendi.
Riteniamo fondamentale e prioritaria la garanzia di tutti i lavoratori che operano nelle tre filiere del settore formazione professionale (interventi, servizi e obbligo formativo). Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale.

giovedì 17 aprile 2014

Una PASQUA AMARA PER I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Proclamato lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale per il mancato pagamento degli stipendi.

I lavoratori hanno garantito un servizio puntuale ed efficiente, ma dovranno trascorrere le festività senza stipendi.

Gli Enti  non ha ancora trasferito le spettanze economiche ai lavoratori che dovranno fare i conti con la sgradita sorpresa dei mancati accreditamenti.

I lavoratori hanno intenzione di bloccare l'attività lavorativa, per far sentire la loro voce contro il silenzio della Regione che sta preoccupando  i lavoratori della formazione.

Chi opera nel settore della formazione professionale quest'anno non ha ancora ricevuto i fondi necessari dell'attività passata e quella presente, per riuscire a pagare gli stipendi dei lavoratori.

Il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale chiede di capire quale futuro si vuole disegnare,quali sono  gli scenari che si aprono per una crisi che non sembra aver toccato ancora il fondo.

Siamo preoccupati per le false promesse di voler investire, di vole puntare sulla formazione professionale come volano di sviluppo economico per i giovani siciliani, poiché ad oggi ci si ritrova con tanta confusione ed un pugno di mosche in mano.

Siamo in attesa di capire come il Governo intende risolvere concretamente il problema che è emerso con il progetto Prometeo che su 1800 idonei il Ciapi ha contattato soltanto 1300 lavoratori e dei lavoratori del progetto Spartacus che dal 23 aprile sono privi d'incarico.

Siamo fortemente preoccupati che la situazione possa degenerare.

In una situazione del genere i lavoratori non sanno  come andare avanti. C'è allarme per l'emergenza che si sta vivendo.

Auspichiamo che nell'immediato si trovi una soluzione che possa dare concretamente, così come previsto dalle leggi regionali, un garanzia economica e lavorativa a tutti gli operatori  della formazione professionale.


giovedì 20 marzo 2014

CHIARIMENTI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE


La scrivente organizzazione sindacale, nel prendere atto dei buoni propositi dichiarati in questi mesi dal Governo e dall'Assessore Scilabra in relazione alle garanzie occupazionali dei lavoratori della Formazione Professionale ed ai proclami attraverso i mass media anche sulle garanzie retributive,  ritiene di mettere  in risalto alcuni punti discordanti in materia di salvaguardia occupazionale.
 
Per le attività formative 2013-2014, gli Enti Gestori avrebbero dovuto garantire il mantenimento  dei livelli occupazionali dei lavoratori impegnati nell'anno precedente (pena la revoca del finanziamento); tale impegno è stato regolarmente disatteso in quanto gli Enti Gestori hanno attivato procedure di CIG o di contratto solidarietà difensiva.
Ad ulteriore garanzia dei lavoratori della formazione ed a tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali si  era reintrodotto il principio dell’obbligatorietà da parte di chi avrebbe dovuto gestire  attività formative di impiegare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il personale iscritto all’Albo. Invece, nei fatti si assiste da una parte alla situazione di lavoratori interni che vengono posti in CIG in deroga e dall'altra parte all’avvio di nuove assunzioni di personale; tutto ciò, in pieno contrasto alle indicazioni emanate dall'Assessorato.
 
Anche nell’affidamento in house providing delle attività formative al CIAPI di Priolo è stato disatteso  l'accordo sindacale del 17 ottobre 2013 siglato dagli attori istituzionali e dalle parti sociali. Tale affidamento, si ricorda, era stato decretato, utilizzando  le risorse economiche degli Enti con procedimento di revoca dell’accreditamento (delibera di giunta n. 374/2013),  con lo scopo di garantire i livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori appartenenti a tali Enti.
 
Inoltre,  non si comprende la strategia che sta adottando l'Ente CERF che pare stia per ricevere dall'Assessorato Reg.le P.I. E F.P.  somme  di circa 17 milioni di Euro con la promessa di impiegare il personale del Cefop. In contrasto alle normative regionali ed al CCNL vigente, tale Ente ha predisposto  un bando per l’assunzione di circa 400 nuove unità; scoraggiando i “vincitori del bando”, ha destinato tali lavoratori in sedi distanti dalla propria residenza (abbondantemente oltre i 50 km) costringendoli, per questa via, a rinunciare all’incarico e ad andare ad ingrossare le fila degli aspiranti dipendenti del CIAPI.
Il determinarsi di tale situazione ha ingolfato ed allargato la platea degli idonei al  Ciapi, il cui numero è aumentato da 1415 ad oltre 1900 unità.
 
Anche l'Anfe Delegazione Regionale ha ricevuto il decreto dei corsi IeFp con il relativo finanziamento e, nonostante la circolare sulle garanzie occupazionali, ha deciso di predisporre un bando per nuove assunzioni, quasi “dimenticando” che il personale avrebbe dovuto transitare come da normative regionali e CCNL vigente.


Con la presente, si sono volute evidenziare alcune tra le tante anomali situazioni che si sono create nel settore della formazione professionale, a cui purtroppo oggi molti lavoratori assistono impotenti.
Essendo fiduciosi nelle Istituzioni, si chiede che venga eseguita una verifica a salvaguardia dei lavoratori aventi reale diritto e che vengano adottate tutte quelle iniziative nel pieno rispetto delle normative regionali che invece sembrano siano state disattese.

giovedì 16 maggio 2013

PERCHÉ LO SNALS CONFSAL NON HA DICHIARATO LO SCIOPERO


Lo Snals Confsal  settore formazione professionale  ha fatto  presente al Governo Regionale quanto sia necessario, nel settore della formazione professionale in Sicilia, la presenza di un governo che assicuri fatti e atti in tempi brevi e comunque utili.
Alcune delle  nostre  richieste  sono state le seguenti:
-  accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
-  verificare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinamento regionale  Snals  Confsal  non intende dare giudizi sulle persone ma basarsi sui fatti e sugli impegni già presi e su quelli non ancora  mantenuti.
In questo periodo, partecipando agli incontri con il Governo,  lo Snals Confsal nella persona di Giuseppe Milazzo, ha avuto modo di  valutare comunque positivamente l’impegno assunto dal Governo nel fornire garanzie a tutti i lavoratori del settore della formazione professionale, e resta in attesa di conferma, con notizie formali, sulla continuità della prosecuzione delle attività in Sicilia. Il tutto, a seguito di una difficile mediazione su questioni sindacali sensibili, ancora non risolte, dei  lavoratori senza stipendi da più di 18 mesi.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, prima di esprimere valutazioni ed eventuali proposte, ritiene di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi. Una scelta di responsabilità, dettata anche dall’attuale delicato momento politico.
Proprio in questi giorni sembra che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni del Governo guidato da Crocetta. Infatti, è stata emanata la nota che invita gli Enti ad utilizzare la normativa regionale ( tra cui la C.A. 10/94) a tutela del personale, mentre gli Enti hanno adottato illegittimamente l’applicazione della Legge 223/91, che potrebbe licenziare i lavoratori;
è stato pubblicato l’atto di indirizzo applicativo per l’aggiornamento dell’albo degli operatori della formazione professionale;
è in fase di  realizzazione  l’accordo con l’Inps per alleggerire gli Enti Gestori del DURC;  
il Governo è intervenuto   nei confronti dei Funzionari dell’Amministrazione Attiva, per accelerare l’iter di erogazione dei mandati;
è stata consegnata alle parti la bozza della nuova procedura di accreditamento;
il Governo si è  preoccupato  che gli Enti  rispettino il CCNL di categoria.
Dagli incontri è emerso che, nel settore,  regole e norme  vengono regolarmente disattese penalizzando operatori costretti a lavorare senza percepire le giuste spettanze mensili.
I sopraelencati atti governativi costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità nei confronti del settore ed in particolare nei confronti degli operatori che in questi ultimi anni hanno subito ingiustizie e angherie da parte di tutti i soggetti che orbitano nel sistema formativo siciliano.
Questi e altri provvedimenti potranno dare una spinta alla ripresa del settore formazione professionale, avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella autorevolezza al governo necessaria per realizzare in maniera organica e sistematica, la grande riforma che da anni è stata  tanto richiesta ed enunciata ma mai applicata.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il proprio contributo di idee e di proposte per far uscire la Sicilia dalla grave crisi e per avviare la crescita economica e occupazionale.
Al Governo chiediamo la garanzia di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali, affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e il pluralismo sindacale.
Il Coordinatore regionale Giuseppe Milazzo ha indetto una convocazione di tutte le RSA e i componenti del coordinamento regionale e provinciale per martedì 21 maggio c.a. alle 15,30 a Catania presso la sede ECAP Catania (Istituto Leonardo Da Vinci) di via G.B. De Le Salle n.12, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore formazione professionale in Sicilia, e decidere le azioni da intraprendere.


PERCHÉ LO SNALS CONFSAL NON HA DICHIARATO LO SCIOPERO


Lo Snals Confsal  settore formazione professionale  ha fatto  presente al Governo Regionale quanto sia necessario, nel settore della formazione professionale in Sicilia, la presenza di un governo che assicuri fatti e atti in tempi brevi e comunque utili.
Alcune delle  nostre  richieste  sono state le seguenti:
-  accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
-  verificare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinamento regionale  Snals  Confsal  non intende dare giudizi sulle persone ma basarsi sui fatti e sugli impegni già presi e su quelli non ancora  mantenuti.
In questo periodo, partecipando agli incontri con il Governo,  lo Snals Confsal nella persona di Giuseppe Milazzo, ha avuto modo di  valutare comunque positivamente l’impegno assunto dal Governo nel fornire garanzie a tutti i lavoratori del settore della formazione professionale, e resta in attesa di conferma, con notizie formali, sulla continuità della prosecuzione delle attività in Sicilia. Il tutto, a seguito di una difficile mediazione su questioni sindacali sensibili, ancora non risolte, dei  lavoratori senza stipendi da più di 18 mesi.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, prima di esprimere valutazioni ed eventuali proposte, ritiene di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi. Una scelta di responsabilità, dettata anche dall’attuale delicato momento politico.
Proprio in questi giorni sembra che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni del Governo guidato da Crocetta. Infatti, è stata emanata la nota che invita gli Enti ad utilizzare la normativa regionale ( tra cui la C.A. 10/94) a tutela del personale, mentre gli Enti hanno adottato illegittimamente l’applicazione della Legge 223/91, che potrebbe licenziare i lavoratori;
è stato pubblicato l’atto di indirizzo applicativo per l’aggiornamento dell’albo degli operatori della formazione professionale;
è in fase di  realizzazione  l’accordo con l’Inps per alleggerire gli Enti Gestori del DURC;  
il Governo è intervenuto   nei confronti dei Funzionari dell’Amministrazione Attiva, per accelerare l’iter di erogazione dei mandati;
è stata consegnata alle parti la bozza della nuova procedura di accreditamento;
il Governo si è  preoccupato  che gli Enti  rispettino il CCNL di categoria.
Dagli incontri è emerso che, nel settore,  regole e norme  vengono regolarmente disattese penalizzando operatori costretti a lavorare senza percepire le giuste spettanze mensili.
I sopraelencati atti governativi costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità nei confronti del settore ed in particolare nei confronti degli operatori che in questi ultimi anni hanno subito ingiustizie e angherie da parte di tutti i soggetti che orbitano nel sistema formativo siciliano.
Questi e altri provvedimenti potranno dare una spinta alla ripresa del settore formazione professionale, avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella autorevolezza al governo necessaria per realizzare in maniera organica e sistematica, la grande riforma che da anni è stata  tanto richiesta ed enunciata ma mai applicata.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il proprio contributo di idee e di proposte per far uscire la Sicilia dalla grave crisi e per avviare la crescita economica e occupazionale.
Al Governo chiediamo la garanzia di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali, affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e il pluralismo sindacale.
Il Coordinatore regionale Giuseppe Milazzo ha indetto una convocazione di tutte le RSA e i componenti del coordinamento regionale e provinciale per martedì 21 maggio c.a. alle 15,30 a Catania presso la sede ECAP Catania (Istituto Leonardo Da Vinci) di via G.B. De Le Salle n.12, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore formazione professionale in Sicilia, e decidere le azioni da intraprendere.